
“... l' ultimo fine dello Stato non è di dominare gli uomini, né di costringerli col timore a sottometterli al diritto altrui ... lo scopo dello Stato non è di convertire in bestie gli uomini dotati di ragione o di farne degli automi, ma al contrario di far sì che la loro mente e il loro corpo possano con sicurezza esercitare le loro funzioni ed essi possano servirsi della libera ragione.”
Benedetto Spinoza da “Tractatus theologico-politicus “ (1670)

“Sono certo che il Principe delle Tenebre si dovrà sforzare parecchio per inventarsi un supplizio adatto, che però per me sarà poco più che una seccatura rispetto all'ospitalità che ho ricevuto dello Stato sovrano della California”
Caryl Chessman (condannato a morte, recluso dal 3 Luglio 1946 a San Quintino; giustiziato il 2 Maggio 1960) rispondendo a chi gli augurava l' Inferno il giorno dell'esecuzione.
Dal suo libro “Il volto della giustizia”.

"Non chiedetemi che cosa possiedo, ma che cosa sono."
Heinrich Heine
immagine di Escher

"... rispondi a questi enigmi:"
"Cos'é più numeroso dell'erba?"
"I pensieri"
"Cos'é il perdono?"
"Il tollerare l'odio"
"Cosa viene prima il giorno o la notte?"
"La notte, ma con un giorno di anticipo"
"Cosa ricopre la totalità delle cose?"
"Le tenebre"
"Cos'è la follia?"
"Una strada dimenticata"
"Qual'é il Cammino da seguire?"
"Non c'é un Cammino; il cammino è solo quello tracciato dai grandi uomini"
"Qual'é la cosa più meravigliosa?"
"Che ogni giorno tante moltitudini muoiono e vanno agli Inferi
e tuttavia quelli che rimangono vivono come se fossero immortali"
Dal Mahabharata "Gli enigmi del lago"

“Questo secolo ormai alla fine
saturo di parassiti senza dignità

mi spinge solo ad essere migliore
... e Ti vengo a cercare perché sto bene con Te.”
Franco Battiato “Ti vengo a cercare”
Disegno di Frank Frazzetta
Foto da Repubblica.it
p.s.: un grazie a euridiceifiori che mi ha riportato alla mente questa canzone.

"Sono vissuto senza padre i primi nove anni della mia vita. Lui era negli Stati Uniti a lavorare. E io lo conoscevo solo attraverso la foto che mamma teneva in una bustina di plastica sotto il letto ...
Vivevamo a Sud del Cementerio Nacional, in una casa di legno di tre stanze. Eravamo poveri. Saremmo potuti essere più poveri solo se avessimo abitato in campagna o se fossimo stati immigrati haitiani; mamma ce lo ricordava sempre, come triste e dura consolazione ...
Mamma lavorava all'Embajador Chocolate, facendo turni di dieci-dodici ore per una paga quasi inesistente. Si svegliava tutte le mattine alle sette e io mi alzavo con lei, perché non riuscivo mai a dormire fino a tardi, e mentre lei tirava fuori l'acqua dal bidone, io portavo il sapone dalla cucina. Nell'acqua c'erano sempre foglie e ragni, ma mamma era capace di tirar su un secchio d'acqua pulita come nessun altro ..."
Junot Dìaz da "A picco"

GAZA - Decine di migliaia di palestinesi hanno attraversato il valico di Rafah entrando in Egitto attraverso i varchi aperti durante la notte, spinti dalla mancanza di cibo e rifornimenti ormai drammatica dovuta alla morsa israeliana su Gaza. Un vero e proprio esodo, ormai, che secondo l'Onu è arrivato ad oltre 350 mila persone.
Chi può si muove in auto, oppure su carretti, asini o anche a piedi. Arrivano in Egitto per comprare generi di prima necessità e poi tornano indietro con il carico di beni essenziali: riso, zucchero, latte, formaggio, carburante. Altri invece se ne vanno definitivamente, intere famiglie in fuga dalle violenze e dall'assedio israeliano.
I poliziotti, circa 2.000 schierati al valico, non sono intervenuti: il presidente egiziano Hosni Mubarak ha detto di aver dato egli stesso l'ordine di non fermare l'esodo palestinese, considerate le precarie condizioni di vita a Gaza, ormai al sesto giorno di chiusura dei valichi. "Ho detto di farli entrare perché mangino e comprino cibo e di farli poi rientrare, fintanto che non portano armi" ha detto il presidente.
da Repubblica.it